Spunti di viaggio

Cosa mangiare in Veneto: prodotti e piatti tipici

Conosci già le specialità della cucina veneta? Ecco i più prelibati prodotti locali.

I piatti tipici

Qui, si passa dalla polenta di mais, accompagnamento di tante pietanze, al celebre risi e bisi, senza dimenticare il baccalà alla vicentina e il risotto al radicchio (rosso di Treviso, ça va sans dire). Sul fronte della panificazione non mancano focacce e schiacciate, che in questo caso offrono la loro massima espressione nella variante dolce. Ricette antiche, succulente, nutrienti, in molti casi pensate per accompagnare i marinai nei lunghi viaggi, oppure rinfrancare i lavoratori quando trovavano ristoro nelle osterie. Le sarde in saor, il pandoro veronese, le fritole di Carnevale, i bigoli, ma anche il coniglio, la faraona e tanti piatti a base di anatra e oca.

Cosa assaggiare

Pan co a suca

Un pane dolce a base di farina di grano tenero e polpa di zucca (la suca, appunto), diffuso soprattutto nella provincia di Treviso. Lo si può trovare in diversi formati, dalle pagnottine ai mignon, dalle pezzature più grandi come anche nella versione pane in cassetta. Esiste poi il pancol'ua, pane dolce farcito di uvetta la cui storia affonda le radici nella più antica tradizione contadina.

Polenta

Antico prodotto della tradizione italiana, comune a tutte le regioni del Nord Italia. Si prepara con la farina di mais e ha per tempo costituito l'alimento principale per molte famiglie del Settentrione.

Torta putana

Chiamata così perché pensata per i putèi, ovvero i bambini, è una ricetta di recupero, nata dalla necessità di riutilizzare gli avanzi del pane. Crosta e mollica vengono ammollati in acqua o latte, e poi amalgamati con uvetta, pinoli, scorza di agrumi e liquore.

Baicoli veneziani

Grazie alla capacità di conservare a lungo la loro fragranza, questi biscotti venivano portati sulle navi dai pescatori veneziani, per essere consumati durante le lunghe traversate. Gli ingredienti sono semplici (zucchero, burro, farina, lievito, albumi e latte) ma la preparazione è lunga e laboriosa.

Pandoli di Schio

Diffusi presso le famiglie nobiliari vicentine, questi dolcetti sono talmente morbidi da bagnarsi troppo velocemente quando inzuppati: la parola pandoloin vicentino significa appunto “storto”. Si preparano con farina, burro, zucchero, uova, latte, lievito e un pizzico di sale.

Bigoli

Una sorta di spaghetto (ma molto più spesso) di grano tenero e acqua. Per realizzare i bigoli, in passato veniva utilizzato il bigolaro, un torchio con trafila in bronzo creato da Bartolomio Veronese, maestro pastaio di Padova noto come “Abbondanza”, che nel 1604 ottenne il brevetto dal Consiglio comunale per questa sua invenzione. Fra i condimenti più utilizzati, il ragù di anatra o di oca, la classica salsa di pomodoro, o ancora le acciughe, ingrediente molto presente nella cucina locale.

Casunziei

Ravioli di pasta all’uovo a forma di mezzaluna ripieni di barbabietole e solitamente conditi con un po’ di burro: sono i casunziei (o casumzei) i prodotti tipici della provincia di Belluno, in particolare Cortina d’Ampezzo e i Comuni della Comunità della Val del Boite e dell’Agordino. Nella farcia, barbabietole, spesso accompagnate da altri tuberi facilmente reperibili come le patate e le rape gialle, aromatizzate con semi di papavero. 

Gnocchi

Sono tante le regioni che si contendono la paternità di questa preparazione, fra cui il Veneto, che vanta due ricette originali a base di gnocchi. Prima fra tutte, lo gnocco di malga, piatto tipico della cucina veronese a base di acqua e farina e condito con burro d’alpeggio, e poi gli gnocchi sbatui, ovvero “sbattuti”, per ricordare il gesto delle massaie durante la preparazione dell’impasto. Ma ci sono anche gli gnocchi dolci con le patate, conditi con cannella e zucchero, molto diffusi soprattutto nella zona Vicenza.

Tortellini di Valeggio

Pasta all’uovo ripiena di carne di manzo, maiale, pollo, sedano, carote, cipolle, vino Bardolino e, in alcuni casi, pane grattugiato, chiusa e annodata a mo’ di fazzoletto, solitamente consumata in brodo di carne oppure condita con burro e salvia, più una dose generosa di grana.

Radicchio rosso di Treviso

Uno dei prodotti ortofrutticoli più rappresentativi della regione, una verità di cicoria caratterizzata dal colore rosso intenso alternato a striature bianche. Due le tipologie principali: precoce, meno pregiato e con foglia più larga, e tardivo, più ricercato, con foglie lunghe e affusolate e dal sapore meno amaro.

Luganega

Regina indiscussa degli insaccati locali, la luganega presenta la tipica forma arrotolata a chiocciola, e viene realizzata a partire da carne e grasso suini. La sua paternità è da sempre contesa con la Basilicata, ma qualunque sia la sua vera origine, si tratta di uno dei prodotti più consumati e apprezzati della regione.

I salumi

Ricca e variegata la produzione di salumi: da non perdere il salame d'asino, lo speck di Sappada, stagionato e affumicato, le salamelle di cavallo e la salsiccia equina.

Carne di cavallo

Altamente energetica, la carne di cavallo è molto consumata in tutto il territorio: contiene un'alta quantità di ferro, pari a circa 3,9 mg per ogni 100 grammi di carne. Per questo motivo, è spesso indicata per bambini in fase di crescita, donne in gravidanza e persone che soffrono di anemia. Viene utilizzata anche per produrre diversi insaccati.

Cipolla bianca di Chioggia

Varietà antica originaria dell'Iran, arrivata in Egitto attraverso la civiltà assiro babilonese, approdata poi in Grecia e infine in Italia e in tutto il bacino mediterraneo. Dal bulbo arrotondato e schiacciato, viene usata soprattutto per le preparazioni di pesce in saor, ovvero marinato con olio, aceto e cipolla.

Burro di malga

Prodotto derivato dalla lavorazione della panna (o crema di latte) e affiorato naturalmente. Si differenzia per il colore giallo intenso, dovuto all'alimentazione delle vasche al pascolo, e per la qualità della componente grassa, che presenta un quantitativo maggiore di omega3 e omega6.

Caciocapra

Formaggio a base di latte caprino intero termizzato, ovvero trattato termicamente, proveniente da due mungiture. Presenta una pasta candida che intensifica il colore a seconda della stagionatura.

Giuggiola dei Colli Euganei

Frutto dell'omonima pianta, di colore scarlatto, il gusto dolce e la buccia piuttosto spessa. Ricca di vitamina C, trova la sua migliore espressione sul terreno calcareo dei Colli Euganei.

Mostarda vicentina

Frutta, senape bianca e zucchero: questi i prodotti che compongono la mostarda vicentina, salsa dal colore giallo e il sapore pungente utilizzata per accompagnare diverse pietanze.

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