Ci sono poi le attività strettamente legate all’azienda, presenti nel 72% dei casi. A volte si tratta di vere e proprie visite alla parte produttiva: coltivazioni, allevamenti, attività di trasformazione. Altre volte di percorsi storici volti a conoscere meglio la vita contadina e la sua storia. Infine ci sono le fattorie didattiche, tendenzialmente rivolte a scuole o gruppi.
Altra tipologia diffusa è quella dei corsi, che possono ricollegarsi a specificità dell’azienda o comunque tradizionali e quindi essere in stretta connessione con quanto abbiamo appena detto (corsi di cucina tradizionale, laboratori di terracotta, apicoltura, coltivazione dell’orto), oppure sfruttare gli spazi dell’azienda per discipline che attirano specifiche tipologie di turisti: fotografia, yoga, pittura, inglese, bushcraft, orienteering, ecc: la lista è lunghissima ed estremamente diversificata.
Le attività guidate possono essere rivolte anche al territorio, e in questo caso si tratta di visite alle città d’arte, ma anche di escursioni a piedi, in bici o a cavallo. Corsi ed esperienze guidate sono presenti nel 54% delle aziende che offrono attività.
Un’ultima diffusa tipologia è infine quella connessa alla ricerca del relax e benessere, che include trattamenti, massaggi, sauna, ed è presente nel 14% dei casi.
Una cosa da sottolineare è che queste esperienze possono essere offerte direttamente dall’azienda agrituristica, ma spesso vengono erogate tramite accordi con professionisti e altre realtà specializzate: questo consente anche alle aziende più piccole di presentare un’offerta varia e interessante. Consente inoltre di includere nell’offerta anche attività molto specifiche e di nicchia, che richiederebbero competenze approfondite e attrezzature dedicate.
Passiamo ora dall’altro lato e parliamo della domanda, analizzando i dati di un sondaggio – effettato nel 2022 – rivolto agli utenti di Agriturismo.it. Da quanto risulta, più della metà degli agri-turisti italiani ha preso parte a un’attività o a un’esperienza durante le vacanze effettuate lo scorso anno. Questa percentuale sale fino a superare il 60% quando invece si tratta di turisti stranieri.
Scendendo più nel dettaglio, vediamo che una grossa differenza tra turisti italiani e stranieri riguarda le quote di chi ha ben chiaro l’esperienza che vuole fare in vacanza e la sceglie e prenota prima di prenotare il soggiorno: è probabile che la struttura dove soggiornare venga scelta principalmente in funzione delle attività ed esperienze che sono disponibili nella struttura stessa o nel territorio circostante.
Le proporzioni tra italiani e stranieri si ribaltano invece quando guardiamo ai turisti che prenotano esperienze e attività dopo aver prenotato il soggiorno, ma comunque in anticipo rispetto alla vacanza.
Infine, molti turisti sia italiani che stranieri scelgono attività ed esperienze solo una volta arrivati a destinazione. Nei confronti di questi turisti, l’offerta esperienziale della struttura in cui soggiornano rappresenta principalmente un upgrade della vacanza: non contribuisce cioè in maniera determinante alla scelta di una destinazione rispetto a un’altra, ma alza in maniera significativa il valore del soggiorno.
Ecco i grafici nel dettaglio: