Spunti di viaggio

Altamura e il Parco dell'Alta Murgia

Scopri la Puglia non ancora invasa dal turismo di massa con la nostra guida per visitare Altamura e il Parco dell'Alta Murgia.

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Circondata dalle verdi alture e dalle ripide scarpate dell’Alta Murgia barese, Altamura è la città della cattedrale romanica e del pane tipico. Il suo territorio, abitato sin dalla Preistoria, racconta storie di dinosauri, pastori e contadini, sovrani e nobili famiglie.

Il percorso in breve

Due giorni per esplorare la città di Altamura e il suo centro storico, muovendosi anche tra gli itinerari a caccia di storia, lungo le orme lasciate daidinosauri e dagli uomini preistorici, all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

È ideale per…

Itinerario rilassante e curioso, fatto di passeggiate e percorsi facili nell’area protetta e di luoghi interessanti e insoliti. È perfetto per chi ama la natura e vuole godersi a pieno ogni dettaglio, senza sfacchinate o troppa attività fisica.

Dove dormire?

Gli agriturismi delle province di Bari e Barletta Andria Trani sono l'ideale per chi vuole scoprire questo territorio.

1° giorno – La città ricostruita da Federico II

Partenza del nostro itinerario è il centro storico di Altamura, vivo e molto ben curato, fatto di tipiche strade lastricate e balconcini fioriti. Nel cuore del nucleo urbano, tagliato in due da corso Federico II di Svevia, si trova la piazza del Duomo, centrale sia per bellezza sia per posizione e importanza strategica.

 

Un post condiviso da Ph@annalisa😅 (@masannali) in data: Mag 16, 2018 at 7:24 PDT

La cattedrale, dedicata a Maria Assunta di Gravina, è stata eretta sullo stile delle chiese romaniche pugliesi dell’epoca, con linee architettoniche essenziali ed eleganti, e con decorazioni molto ricche sia sul portale che all’interno. La facciata, in particolare, ha un decoro scultoreo molto singolare che risale al 1316, periodo di riedificazione degli Angioini. La chiesa, voluta da Federico II nel 1232 è stata, per suo volere, cappella palatina per lungo tempo: cioè, sotto la giurisdizione esclusiva del sovrano e non della Chiesa.

Il periodo medievale di Federico II è quello in cui Altamura, città continuamente saccheggiata e distrutta, è rinata, riconquistando prestigio e importanza. Dalle campagne circostanti in molti abitarono la città, anche popolazioni greche, arabe ed ebree, che si riunivano nell’antico borgo, nei claustri, le tipiche piazzette chiuse che custodivano all’interno un pozzo o un albero. Oggi soltanto poche di esse sono ancora visitabili.

Nel Cinquecento famiglie nobili, gli Orsini Del Balzo, signori di Taranto, e i Farnese, vissero ad Altamura, costruendo palazzi e residenze nobiliari, chiese e conventi, simbolo di lusso e potere. Uno di questi è Palazzo De Angelis-Viti, in Porta Bari, disposto su tre piani e con un portale fantastico.

La cortesia e l’accoglienza della gente del luogo invita a gradevoli soste nei bar all’aperto, dove a un caffè e a un dolce di pasta di mandorle non si rinuncia mai. Qui potreste chiedere anche un bicchierino di Padre Peppe, un liquore a base di noci, erbe, spezie e aromi, scuro e intenso. Il nome lo deve al padre cappuccino che per primo ne sperimentò la ricetta.    

 

Un post condiviso da Marco Antonio (@reidabroa) in data: Mag 9, 2018 at 12:27 PDT

Pietanza vera e propria e non semplice accompagnamento è il pane di Altamura, per il quale nel 2003 è stato riconosciuto il marchio Dop di origine protetta. Una fetta del “cappello del prete”, la forma di pane bassa e larga, o del “pane accavallato”, quella alta, è morbida dentro e croccante fuori grazie alla tipica cottura in forno a legna e alle farine rimacinate di semola di grani duri di cui è composta.

Un’ultima sosta, prima che faccia sera, al Santuario della Madonna del Buon Cammino. Lungo la strada che porta a Bari, venne collocata l’immagine della Madonna all’interno di una nicchia. Era di buon augurio per i pellegrini e i viandanti che si muovevano in direzione della Murgia, lungo un percorso più solitario e rischioso. Nel Settecento fu costruita anche la cappella, come rifugio e luogo di preghiera. 

2° giorno – Seguendo le orme dei dinosauri e dell’uomo preistorico

Sveglia presto e abbigliamento sportivo: per iniziare l’esplorazione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia servono le luci della mattina e i colori più vividi. Nell’ampia distesa verde dell’area naturale si alternano colline piuttosto dolci, creste rocciose, boschi di querce e conifere, pascoli naturali e cavità carsiche.

Gran parte della storia rurale delle Murge è fatta di pietra. Con le pietre bianche sono costruiti i muretti a secco, i rifugi per i pastori e le greggi, e le numerose masserie fortificate, con l’abitazione padronale e dei fattori, i luoghi di lavorazione del latte e della lana e, quasi sempre, una cappella devozionale.

La nostra escursione inizia dal Pulo di Altamura, una concavità del terreno molto singolare. In questa zona profondamente carsica, il tetto di una cavità, sprofondando di circa 92 metri, ha dato origine a una dolina, una sorta di anfiteatro naturale del diametro di 550 metri, con due pareti verticali ricche di grotte abitate dall’uomo primitivo circa 5.000 anni fa e oggi luogo scelto dai rapaci per la nidificazione. Si può scendere all’interno del Pulo, risalire le pareti rocciose e visitarne le grotte.

Per il pezzo forte della giornata è necessario raggiungere la masseria settecentesca di Lamalunga, località della grotta in cui è stato ritrovato l’Uomo di Altamura. Si tratta dello scheletro integro di un uomo di Neanderthal, una forma arcaica di uomo adulto preistorico risalente a 150-250.000 anni fa, che le stalattiti e le stalagmiti hanno conservato perfettamente intatto, a partire dal cranio. Scoperto nel 1993, il reperto ha consentito avanzamenti negli studi di ricostruzione e ha migliorato la conoscenza sui meccanismi di evoluzione. È consentita solo una visita virtuale della grotta, ugualmente suggestiva.

Che questo sia stato un luogo frequentato da migliaia di anni lo confermano anche le Orme dei Dinosauri nella località di Cava Pontrelli. Il salto indietro nel tempo è ancora più lungo, circa 75-70 milioni di anni fa, per immaginare esemplari alti anche dieci metri che camminavano in quest’area ampia 12.000 metri quadrati. Sono state contate circa 30.000 orme di cinque specie di dinosauri differenti, bipedi e quadrupedi, che si spostavano pacificamente su un terreno di fango e alghe. I sedimenti che si sono depositati successivamente hanno garantito che le orme si conservassero fino ad oggi.

3° giorno – Trekking e percorsi escursionistici nel Parco

L’area protetta dell’Alta Murgia può essere esplorata facilmente e senza fatica in macchina o, nella formula più eco, con il pulmino a metano da quindici posti messo a disposizione gratuitamente dal Parco Nazionale. Potete seguire i sei itinerari proposti dall’ente per scoprire i punti più caratteristici della zona, oppure costruirne uno dettato dalla vostra curiosità. Per i più avventurieri sono presenti anche 12 itinerari escursionistici ad anello da fare a piedi o in bici, per i quali è possibile prenotare anche la presenza di una guida esperta.

 

 

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