Spunti di viaggio

La bianca fattoria: l'agriturismo sincero di Angelo

Dopo vent’anni a lavorare ai ritmi frenetici di Milano, Angelo e Paola hanno deciso di cambiare vita e hanno scelto di aprire un agriturismo alle spalle di Sarzana. Leggiamo la storia di La bianca fattoria!

Adagiato sui rilievi alle spalle di Sarzana, La Bianca Fattoria è un grande casale bianco, senza fronzoli, schietto e sincero come il suo proprietario, Angelo.

Dopo vent’anni a lavorare ai ritmi frenetici di Milano, Angelo e sua moglie, Paola, hanno deciso di cambiare vita e una vacanza in Trentino-Alto Adige è stata illuminante. Marito e moglie hanno scelto di aprire un agriturismo e hanno messo radici lì dove la Liguria confina con la Toscana.

La Bianca Fattoria sorge sulle colline, ad appena sette chilometri dal mare. A poca distanza si trovano le Cinque Terre, la Versilia e città d’arte come Firenze e Siena, mentre tutto intorno ci sono boschi e sentieri da percorrere a piedi e in bicicletta. L’agriturismo è dotato di piscina e offre agli ospiti la possibilità di soggiornare in sette spaziose stanze dotate di tutti i comfort e di gustare i piatti della tradizione preparati da Paola.

Il ristorante della Bianca Fattoria è riservato a chi soggiorna nella struttura e utilizza la frutta e la verdura coltivate dai proprietari. Anche l’olio impiegato in cucina è ottenuto dagli ulivi che crescono sui terreni dell’agriturismo, ma la produzione è piccola e non viene venduto (Angelo, però, dà tutte le informazioni per comprarlo nei dintorni). 

La Bianca Fattoria è il posto giusto per chi vuole lasciarsi alle spalle lo stress e i problemi della città e immergersi in un’atmosfera spontanea, semplice e conviviale. Angelo ci ha raccontato la sua storia e ci ha accompagnato a scoprire le tante cose che ha da offrire.


Com’è nata l’idea di aprire La Bianca Fattoria?

Tutto è cominciato nel 1999, dopo una vacanza in un super agriturismo in Trentino-Alto Adige. Siamo tornati a Milano, abbiamo fatto alcune indagini di mercato e abbiamo optato per la Liguria.

La nostra è stata soprattutto una scelta di vita: non abbiamo aperto La Bianca Fattoria per fare business. Eravamo stanchi della frenesia e dello stress della città e cercavamo una nuova dimensione più “rilassata”.

 

La struttura è un “colpo di fulmine” o il frutto di una precisa ricerca?

All’inizio avevamo letto un annuncio per una grande casa colonica e siamo venuti a vedere quella, ma le cose non sono andate a buon fine.

Poi è venuto fuori questo casale a Sarzana. L’abbiamo comperato e rifatto tutto e dopo due anni di lavori siamo riusciti ad aprire. La struttura dell’annuncio era pronta, questa l‘abbiamo creata noi praticamente da zero. E per dire la verità, alla fine è andata meglio così, per quello che era il nostro progetto di cambiare vita.

 

Voi arrivate da un’esperienza di tipo imprenditoriale: vi ha aiutato nella vostra nuova avventura? 

Beh, sì. Sicuramente, per qualche aspetto, sì. Ma la cosa importante è avere creatività, spirito di iniziativa e capacità di adattamento. Ogni professionista ha un proprio bagaglio di abilità e competenze, che racchiude gli elementi per affrontare sfide diverse.

 

Quali servizi offre l’agriturismo?

Abbiamo sette camere, tutte piuttosto grandi, in grado di ospitare più bambini. Le stanze hanno il bagno privato, il climatizzatore, la televisione e il wi-fi.

Facciamo attività classica di bed and breakfast e la sera cuciniamo per gli ospiti. Invece, per la nostra volontà di condurre una vita meno frenetica, non offriamo servizio ristorante agli esterni.

La struttura, inoltre, è dotata di piscina. La Bianca Fattoria si trova a soli sette chilometri dal mare, ma abbiamo deciso di costruire la piscina fin da subito, perché riteniamo che sia un servizio importante. Avevamo lo spazio e non abbiamo avuto dubbi.

 

Voi avete un orto, alberi da frutta e non solo: ci raccontate qualcosa di più?

Produciamo frutta e verdura, però non facciamo mercati. Quello che coltiviamo è solo per il nostro fabbisogno, per la cucina dell’agriturismo. Facciamo quasi tutto mia moglie e io. Fino a quattro anni fa eravamo certificati bio, poi abbiamo lasciato il circuito ufficiale, ma continuiamo a coltivare in modo biologico.

Nel nostro orto c’è tutto quello che può servire in una cucina: pomodori, insalata, melanzane e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo frutta in gran quantità e anche delle olive, con le quali facciamo un po’ d’olio che utilizziamo noi, ma che non vendiamo.

A un certo punto abbiamo anche piantato dello zafferano. Io pensavo che fosse una buona idea e che non ci avrebbe fatto tribolare più di tanto. Invece poi ho scoperto che per raccogliere i pistilli – un lavoraccio! - bisogna alzarsi all’alba. Così, dopo un po’, abbiamo lasciato perdere. Anche perché qui ci sono i cinghiali, che fanno un sacco di disastri: dove riescono a entrare, devastano tutto.

 

È stato difficile iniziare?

Noi abbiamo fatto per lo più da soli, ma per certe cose bisogna assolutamente appoggiarsi a strutture qualificate. Purtroppo, non sempre si viene seguiti e consigliati nel modo migliore e si fanno degli errori.

Nel nostro caso, arrivavamo da Milano e di campagna non sapevamo praticamente nulla. Così, io ho deciso di togliere tutte le viti che c’erano (i vecchi proprietari facevano il vino e l’olio). Oggi dico che è stato uno sbaglio, ma all’epoca non avevo esperienza e ho pensato di eliminare una cosa che vedevo come un problema: l’uva mi sembrava un di più, un impegno esagerato. Invece era una ricchezza.

 

I vostri prodotti sono i protagonisti della tavola. Siamo curiosi di scoprire i vostri piatti!

La cuoca è mia moglie, che è molto brava. Abbiamo fatto una scelta di tradizione e proponiamo piatti il più possibile aderenti alla cucina ligure, che è una cucina semplice e “povera”.

I primi di queste parti sono di una bontà incredibile. La lasagna ligure è molto diversa da quella tradizionale, è fatta con il pesto ed è davvero “esagerata”. Poi ci sono i testaroli, una specie di crespella preparata con farina, acqua e sale, cotta e poi tagliata a rombi che vengono fatti rinvenire nell’acqua bollente.

I secondi, invece, comprendono torte di verdura e piatti di pesce e carne. In questo caso, una specialità tipica è il coniglio alla ligure, che ha moltissimi profumi ed è veramente buono.

 

Il nome La Bianca Fattoria ci fa pensare a un posto dove gli animali sono di casa: voi avete asinelli, pavoni, galline… ci raccontate qualcosa di più?

Devo essere sincero: il nome è poetico, ma non c’entra con gli animali. In realtà è un semplice riferimento al colore dell’agriturismo.

Però gli animali ci sono, è vero. Sono arrivati dopo che abbiamo ristrutturato tutto, un po’ alla volta. Vivono con noi e… muoiono di vecchiaia! Anche le galline!

 

Organizzate delle degustazioni? Proponete dei corsi o altri tipi di attività?

All’inizio organizzavamo dei corsi di cucina ed era un’attività che andava molto bene. Poi abbiamo scelto di concentrarci sull’ospitalità. Le persone che vengono qui si trovano subito a loro agio, perché siamo noi stessi e ci comportiamo in modo spontaneo.

Abbiamo aperto La Bianca Fattoria per vivere una nuova vita più “a misura d’uomo”. Nel nostro modo di essere e di fare non c’è niente di costruito: gli ospiti lo capiscono e nel giro di un quarto d’ora si sentono come se fossero qui da sempre.

 

Siete grandi appassionati di burraco…

Io sono un appassionato di giochi di ogni tipo: fisici, intellettuali… qualunque cosa, per me è uno stimolo. L’altra sera sono rimasto fino all’una di notte a giocare a calcio balilla in un circolo che c’è qui: eravamo sessanta persone, bellissimo.  

Questa cosa fa parte in maniera naturale della vita dell’agriturismo. Alla Bianca Fattoria nascono di continuo attività in maniera spontanea e tutti partecipano!

 

Il vostro agriturismo dimostra particolare attenzione per gli amanti delle due ruote. Ce ne parlate?

A me piace molto andare in bicicletta – mi manca il tempo per farlo – e la Liguria è un posto stupendo per gli appassionati delle due ruote. È stato naturale pensare di attrezzare un’officina per la manutenzione delle biciclette e dedicare particolare attenzione al cicloturismo e a chi lo pratica.

Per adesso, questa zona non è ancora “sul pezzo” come la Riviera di Ponente, ma è solo questione di tempo. Qui è pieno di sentieri bellissimi e non valorizzarli sarebbe un vero peccato. 

 

Quali sono i posti nei dintorni di La Bianca Fattoria che consigliate assolutamente di non perdere?

Le persone che vengono qui vogliono vedere le Cinque Terre, che sono uno dei luoghi più visitati in Italia. Ma questa zona ha molto altro da offrire. Sarzana si trova alla fine della Liguria, al confine con la Toscana, ed è immersa in una cornice naturalistica straordinaria. Da un lato c’è tutta la Versilia, nell’entroterra ci sono delle colline meravigliose: dire che una cosa è “più imperdibile” di un’altra è davvero difficile.

Quello che noi facciamo è dare dei consigli pratici per vivere la bellezza di quest’angolo d’Italia e non passare tutto il tempo in macchina per andare da un posto all’altro. Aiutiamo a organizzare il soggiorno e mettiamo a disposizione ogni tipo di materiale che può servire per esplorare la zona, dov’è tutto indicato, tutto segnato e tutto raccontato.

 

Che consiglio dareste a chi sogna di fare un percorso come il vostro?

La cosa fondamentale è capire cosa si vuole fare. L’agriturismo può essere un business oppure – come nel nostro caso – qualcosa che permette di vivere nel modo che si desidera. Questa è la decisione chiave, perché l’attività prende forma in base al progetto e agli obiettivi che si hanno.

Il ristorante, per esempio, è un impegno enorme. Però c’è chi ritiene la cucina un aspetto cruciale e vuole proporre un’offerta di piatti di un certo tipo e fare parte di circuiti di un certo tipo. La nostra scelta rispecchia chi siamo e cosa volevamo e noi siamo contenti così.

Permettetemi una riflessione che può sembrare cinica, ma che descrive la realtà. Certe cose nascono per amore e poi vengono modificate o abbandonate perché non ripagano della quantità smisurata di energia, tempo e risorse necessaria per gestirle. Il romanticismo è una bella cosa, ma è importante avere ben chiaro cosa si vuole fare.

 

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