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Spunti di viaggio

Chiaroscuri friulani

Friuli terra di confine, di scambio e di crocevia di culture, ma anche terra appartata, riservata. Ti proponiamo un itinerario che ne accarezza i contrasti, dalla romana Aquileia ai fasti mitteleuropei di Gorizia e Trieste, dalla morbidezza del Collio alle asperità del Carso, dalla costa mondana ai silenzi della laguna.

Aquileia
Il viaggio comincia da Aquileia, l'antica città romana in cui si formarono le prime comunità cristiane che, con i loro vescovi, fronteggiarono nel 400 la fine dell’impero e le invasioni dei barbari, oggi centro archeologico internazionale, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Il complesso basilicale costruito dal vescovo Teodoro subito dopo l'Editto di Milano (313) costituisce oggi un unicum (basilica, cripta degli scavi, cripta degli affreschi, battistero, campanile) di straordinario interesse religioso, storico ed artistico (degni di considerazione soprattutto i mosaici d'età teodoriciana).
Da percorrere anche il viale che dalla basilica conduce al porto fluviale, che fece la prosperità dell'Aquileia romana, incontrando resti di abitazioni romane con mosaici a vista, e costeggiando la bella banchina di pietra grigia d'Istria.
 
Grado 
Proseguendo per la statale 352 si arriva a Grado dopo aver percorso nell'ultimo tratto la translagunare che collega l'"Isola d'oro" alla terraferma, tra i canneti, i vecchi casoni dei pescatori, e le processioni sull’acqua degli uccelli palustri.
Si arriva così a Grado dal lato del porto, prospettiva che consente di abbracciare con lo sguardo la moderna anima mondana e turistica della città e di intravederne il cuore antico, costituito da un centro storico di rara bellezza, un tempo chiuso entro sicure mura, oggi scenario dal sapore veneziano, percorso da calli e campielli su cui si affacciano le pittoresche antiche case dei pescatori, con i tipici ballatoi e i fantasiosi comignoli.
Proprio in questo vecchio nido di pescatori si trovano la basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie (V secolo), con il battistero ottagonale, ed il duomo di Sant'Eufemia inaugurato il 3 novembre 597, accanto al quale oggi è allestito un piccolo orto lapidario. Gli edifici sacri mantengono intatta la loro suggestione fatta di luci soffuse e penombre che lasciano intravvedere mosaici pavimentali ed arredi di grande interesse; furono costruiti a più riprese dagli aquileiesi che nelle isole della laguna trovarono scampo dalla violenza dei barbari.

Gorizia
Percorsa la piana isontina e superata Monfalcone, la città dei cantieri navali, si annunciano già i colli goriziani. Su uno di questi, addossato al monte Sei Busi, il Sacrario Militare di Redipuglia, costituito da una grande scalinata costruita nel 1938 per dare sepoltura a 100.000 caduti della prima guerra mondiale. Si passa poi a Gradisca d'Isonzo, caposaldo militare voluto dalla Serenissima nel 1473 e passato agli Asburgo già nel 1509, è protetta da un grande castello, tristemente noto come carcere nel periodo risorgimentale, e conserva nel suo centro storico palazzi di gradevole architettura cinque-seicentesca.
Approdiamo quindi a Gorizia, la "Nizza d'Austria" , frequentatissima nel secolo scorso dalla nobiltà e dall'alta borghesia asburgica, attratte dal suo clima mite, dal verde dei suoi giardini, dalla brillante vita cittadina. Il centro storico della città conserva ancora ben evidenti le tracce di questo passato, con i lunghi viali e le architetture di stampo centroeuropeo, ad iniziare dalla chiesa gesuitica di Sant'Ignazio (1645-1767), che domina con le sue cupole a cipolla e la centrale piazza della Vittoria.
Ma il vero simbolo di Gorizia che riporta alle origini medievali della città, è il Castello, la cui sagoma si scorge fin da lontano, sulla sommità di una collina nel cuore di un pittoresco borgo cinto da mura e attorniato da antichi edifici, come la trecentesca chiesetta di Santo Spirito, o i palazzi Donberg e Tasso, sede delle collezioni provinciali e del Museo della Grande Guerra.
 A due passi dalla città parte la "strada del vino" del Collio, zona collinare nota per la sua eccellente produzione di vini D.O.C. Il Collio è ricco di richiami: dalle ospitali trattorie, dove una profumata cucina sposa tradizioni etniche diverse con risultati superbi, alle caratteristiche "privade" che a primavera aprono le porte per l'assaggio del vino nuovo o la degustazione di quello vecchio, alla festosa serie di sagre paesane che spargono le loro musiche in questo morbido paesaggio da maggio a settembre.

Trieste
Dagli incanti del Collio si scende di nuovo verso il mare, per incontrare Trieste, la più "mitteleuropea" delle città italiane, ricca di storia e di cultura, con un patrimonio artistico antico e moderno di grande livello, amata e rappresentata da grandi letterati (James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba e tanti altri);territorio di confine, con un occhio al mare Adriatico e l’altro all’aspro promontorio carsico.
Impossibile negarsi una visita al celebrato Castello di Miramare, bianca dimora da favola che si erge su un promontorio affacciato sul mare (ora riserva marina protetta dal WWF),  e ai suoi sontuosi giardini.
Ma altrettanto interesse merita il colle di San Giustocon l'antico Foro romano, il Castello eretto nell'era medioevale e vera e propria roccaforte da cui si gusta un bellissimo panorama, e la Cattedrale.
D’obbligo è una sosta a sorseggiare un caffè, vanto e rito locale, nel salotto buono della città, la splendida Piazza Unità d’Italia con i suoi palazzi neoclassici che guardano direttamente il mare, o una pausa più lunga in una delle moltissime osterie che propongono una cucina felice incontro di mare e terra, e ottimi vini locali.
Dal cuore della città, da piazza Oberdan, parte la funicolare che conduce a Sistiana, al centro del Carso. Dopo mezz'ora di viaggio reso lieve da visioni mozzafiato, la prima fermata è a Villa Opicina da cui si può intraprendere il sentiero panoramico conosciuto come "Napoleonica" oppure la strada del Vino Terrano, verso la Rocca di Monrupino, dove si trova il Santuario della Beata Vergine Assunta.
Merita di certo una visita la Grotta del Gigante, un'immensa caverna sotterranea, con le sue millenarie stalattiti e stalagmiti. A soli 5 chilometri si trova Sgonico, con il Giardino Botanico di Carsiana: 60 ettari di terreno in cui sono stati ricreati otto diversi ambienti geoclimatici tipici del Carso.
E ancora, attraverso un percorso panoramico tra filari d'uva, si torna al mare, a Sistiana. Da qui si imbocca il Sentiero Rilke, che deve il suo nome al poeta praghese Rainer Maria Rilke, che soggiornò tra il 1911 e il 1912 nel Castello di Duino, dedicando a questi luoghi i versi delle sue "Elegie Duinesi". Due chilometri a mezzacosta, tra roccia e mare, sopra le stupefacenti falesie a picco della Riserva Naturale Ragionale delle Falesie di Duino,  per arrivare al Castello di Duino.

Cose da da fare in Friuli-Venezia Giulia:  

Grado:
Il perdon di Barbana: dal 1237, ogni anno, la prima domenica di luglio una lunga fila di barche imbandierate a festa si stacca da Grado e si addentra nella laguna fino all’isolotto di Barbana, dove in un santuario è custodita una preziosa e miracolosa statua della Madonna che era stata spinta fin là dalle onde.
Monrupino:
Le nozze carsicherievocazione storica e tradizionale delle nozze, come venivano celebrate nel XIX secolo, nel comune di Monrupino.
Trieste:
I caffè di Trieste: ritrovi frequentati da Joyce, Svevo, Stendhal e molti altri, e veri luoghi di culto per i triestini, come il Caffè San Marco, il Caffè Tommaseo e il Caffè degli Specchi, il Tergesteo e la Stella Polare.
Muggia:
Il carnevale muggesano: nel piccolo borgo di pescatori di Muggia, a ridosso di Trieste, ogni anno le Compagnie del Carnevale si sfidano tra le vie cittadine, con carri e allestimenti a tema. In estate il carnevale estivo propone musica e piatti tipici.
Gastronomia:
I piatti tipici: assolutamente da provare il prosciutto cotto nella crosta di pane e spolverato di cren, ma anche le patate in tecia e kipfel e la Gubana e la Pinza, tipico dolce pasquale, che ora si trova tutto l’anno.

Le notizie sono state reperite su internet o fornite da enti pubblici o privati. Vi consigliamo di verificare date, orari e programmi, che potrebbero variare o non essere corretti.

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